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Sunday, 04 June 2006
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Oscar Aciar, Floral Designer (Rome)
Versione Italiana
 

 

Il Romantico Incurabile

 

“La mia storia è veramente romantica.  Amo il romanticismo, e credo che questo spazio sia veramente romantico,” dice Oscar mentre inizia a raccontarmi di come sia arrivato dall’Argentina, come insegnante di arte, per poi diventare, attraverso un viaggio in un piccolo negozio di fiori, l’alta moda e il disegno di costumi, un talentuoso creatore di composizioni floreali, con un negozio nel centro storico di Roma, a pochi passi da Piazza Navona. 

Oscar Aciar, comproprietario de Il Giardino Segreto, è un corpo instancabile la cui relazione con la creatività è meglio definibile come ‘dipendenza’. Prima di trasferirsi in Italia dalla nativa Argentina, insegnava arti manuali a studenti delle scuole medie. Avendo deciso di sviluppare ulteriormente la propria creatività, si trasferì a Roma dove iniziò un corso biennale di sartoria per l’alta moda alla Scuola di Ida Ferri. Per pagarsi gli studi, iniziò a lavorare come fiorista, ma non tornò al mondo dei fiori per molti anni a seguire. Dopo aver terminato il corso di studi, lavorò per la RAI e quindi con uno dei tour operator più importanti d’Italia, Valtour. Nel corso dei due anni trascorsi con Valtour lavorò come costumista per la divisione Africa e viaggiò frequentemente tra l’Italia e l’Africa per aiutare nella realizzazione degli spettacoli in scena nei villaggi.

wateringcanAl rientro in Italia, dopo una lunga permanenza in Africa, Oscar iniziò a soffrire di depressione e si ritirò. Fu un libro sulle composizioni floreali, regalatogli da un amico, che lo aiutò a riprendere i contatti con il mondo esterno e a trovare la motivazione per combattere la depressione. Nel 1997, Oscar iniziò a studiare l’arte delle composizioni floreali, studiando dapprima in Olanda e poi in Belgio, in Germania e infine in Francia, a Parigi. In questo periodo, divenne esperto nelle tecniche di questi quattro paesi. Al suo ritorno in Italia, lavorò come freelance, guadagnando un gruppo di clienti di alto profilo. Grazie al suo considerevole talento, gli venne offerto un posto come Direttore Artistico delle Formiche Verdi, negozio di fiori nel centro storico di Roma. Fu allora che incontrò la sua attuale socia in affari, Paola Massardi, avvocato di diritto internazionale, collezionista di arte contemporanea  con una grande passione per i giardini che ha frequentato corsi di paesaggismo in Italia e all'estero.. Oscar accettò la proposta di Paola di aprire un’attività commerciale che combinasse la loro comune passione per fiori e piante con la loro altra passione per il design e l’arte contemporanea. In soli tre mesi, svilupparono il concetto de Il Giardino Segreto, lo realizzarono e lo inaugurarono. 

Nonostante i continui cambiamenti nel corso della vita di Oscar, il romanticismo è rimasto il filo che intreccia la sua personalità, aggiungendo valore alle sue professioni, che hanno sempre coinciso con le sue passioni. Paola, invece, ha mantenuto in parallelo le sue passioni e la sua professione, così diverse tra loro. Il Giardino Segreto è uno spazio unico a Roma, che combina le passioni di Paola e Oscar.  È un omaggio al romanticismo, ambientato in uno spazio contemporaneo e che prende forma nelle mani esperte di artigiani, un cenno al passato.  Persino la stretta via in uno dei quartieri più belli di Roma è una sovrapposizione di antico egiarsegvet moderno. Al primo impatto, via di Panico è composto di soli Palazzi vecchi di secoli la cui facciata esterna, in alcuni casi, nasconde incredibili giardini nei cortili interni, scorci di un’altra epoca. Davanti a Il Giardino Segreto c’è un sushi bar, un negozio di Poggenpohl (cucine ultramoderne), una galleria di arte moderne e altro. Anche con la sua grande vetrina e la porta a vetro scorrevole senza montatura, il verde muschio del spartano interno costituisce un impatto sottile, che rende Il Giardino Segreto quasi invisibile dall’altra marciapiede.  Un vero segreto. 

Lo spazio è un’oasi di innovazione e uno stimolo visivo, un giardino segreto all’interno della città. Un luogo in cui è possibile mettere da parte l’incredulità e i preconcetti, per incontrare forme artistiche che mettono a prova la normalità convenzionale.  La sua ubicazione in un angolo della via è uno spazio spartano, con poche mensole su cui si trovano pochi, unici, centri tavola creati su commissione. Anche i pezzi più importanti del negozio sono pezzi unici, sculture e strutture per esterni, o per interni, se preferite. Sebbene i centri tavola su commissione siano pochissimi, l’impatto visivo è notevole. È impossibile classificare i centri tavola creati su ordinazione, che non rimangono mai nel negozio per più di tre mesi e non vengono mai prodotti una seconda volta; non è possibile classificare neanche le sculture prodotte su commissione, che spesso vengono vendute prima ancora che sia trascorsa una settimana dall’inaugurazione della mostra che le presenta. All’interno de Il Giardino Segreto esporre meno significa esporre tanto. 

        Il Giardino Segreto è  il prodotto della visione di due persone che non temono di realizzare i propri sogni e di permettere ad altri di condividerli. Come per un essere vivente, lo spazio è in continua evoluzione, in continua crescita, sempre alla ricerca del modo migliore per esprimere la creatività. È veramente molto romantico, e porta il marchio della personalità di Oscar, proprio come lo stesso aveva promesso all’inizio dell’intervista.

 Il Giardino Segreto /  Via di Panico 6 / 00186 Roma (Italy) / +39 06 6833683

 

 
oscar170La vostra filosofia di design:  Come vorreste che il vostro stile fosse descritto ad un potenziale cliente?  Ricerca.  Siamo contemporanei.  Non i canoni classici di design, né strettamente funzionale.  Presentiamo una rottura con il passato.  Accettiamo il design ma non dev’essere per forza funzionale. 



Da cosa nasce l’idea del Giardino Segreto?  Racconta un po’ dello sviluppo dell’idea fino alla realizzazione?
  L’idea era di Paola, che è una collezionista di arte contemporanea.  Io lavoravo come Direttore Creativo di un negozio di fiori e piante di cui , lei era una cliente.  Dopo aver seguito alcuni lavori per lei, mi ha proposto di entrare in società con lei per creare uno spazio che darebbe vita a questa nostra passione per design, fiori, il giardino, l’arte.  Il nome nasce da una frase di Sant'Agostino sulla pace interiore e sul Giardino Segreto che è la propria l’anima. 

Lo spazio dove ci troviamo non era il primo che avevamo visto.  Paola ha avuto l’idea di creare Il Giardino Segreto a gennaio, e l’abbiamo inaugurato a Marzo.  Nel frattempo, vedevamo spazi che o per contratti complicati o altri motivi non andavano bene.  Ma perché gli impegni economici erano già cominciati per l’avviamento dell’attività dovevamo aprire lo spazio il più presto possible.  Alla fine abbiamo trovato questo, che era un antiquario chiuso da tempo , tutto buio, come una fortezza.  L’abbiamo riportato solo alla struttura essenziale, e quasi così ci è rimasto.  Abbiamo lavorato con architetti Alessandra Manfredi e Laura Pistoia che ci hanno aiutato a realizzare la nostra visione.  E l’unico colore scelto è un verde-grigio dovrebbe assomigliare al muschio ed all'acqua .  L’inaugurazione era con quattro artisti, tra i quali le mie composizioni floreali.  Il tema era Il Bosco Incantato, ed era il massimo del romanticismo, un sentimento che sentivamo particolarmente forte allora.  La mostra riempiva lo spazio e fuorusciva nella strada davanti all’ingresso in modo da coinvolgere non solo che è venuto apposta, ma anche le persone di passaggio.  Era un’inauguazione favolosa!

Come si distingue da altre attività?  Il nostro concetto non è commerciale, anche se in fondo siamo un negozio.  È come una scuola.  La gente va via portando con sé un nuovo concetto delle cose.  Facciamo solo ciò che ci appassiona in primo luogo, e pensare al guadagno è l’ultima nella lista delle priorità.  Ci divertiamo molto, ma non diventeremo mai miliardari. 

 
Paola ama il giardino, e io l’arredamento.  Il Giardino Segreto è una ricerca dell’arredamento di interni e la creazione e arredo dei giardini.  Presso il nostro spazio si trovano opere eseguite quasi esclusivamente da artigiani che si può considerare arte contemporanea.  La nostra collezione è sempre in fase di evoluzione.  Se guardi le foto dal primo anno, vedi la differenza tra allora e adesso, cioè l’evoluzione. 

 
zagnipedestalCome scegliete gli artisti che esponete al Giardino Segreto?  Usiamo solo artigianie artisti  che lavorano in ferro, ceramica, acciaio, legno, Plexiglas, e vetro.  Li troviamo tramite giornali specializzati di settore, o attraverso altre mostre.  Sono italiani, ma anche stranieri.  Facciamo serie, sempre ad edizione limitata:  Una volta che i pezzi sono finiti, non li trovi più.  Il criterio è perfettamente diviso tra gusti personali/bellezza e notorietà dell’artista.  Cerchiamo artisti che lavorano con materiali che interessano a noi, che sono in qualche modo poetici.  Una delle nostre preferite è Silvia Zagni, una ceramicista bolognese che ha anche inaugurato Il Giardino Segreto, Antonino Sciortino, un’artista siciliano che lavora il ferro cotto a mano, una tecnica degli anni 1920 ma con una lettura contemporanea.


Notate qualche tendenza nei gusti degli Italiani/Romani nell’arredo delle loro case/i loro giardini?  Come sono cambiati da quando avete inaugurato lo spazio?
I gusti degli italiani, e i romani, in particolare, spesso dei gusti classici, stanno cambiando per il meglio.  Già lo vedo nei tre anni che stiamo qui—si stanno aprendo molto a cose che prima non avrebbero considerato, ad esempio l’abbinamento di più stili in una casa come il moderno insieme all’antiquariato.  Questo lo vedo in quanto accettano ciecamente ciò che propongo.  Si lasciano influenzare.  La gente che ci conosce passa perché hanno visto una cosa particolare, ma sanno che devono comprare quando lo vedono.  Non non teniamo niente più di tre mesi qui.

Nonostante la sua storia artistica e creativa, l’Italia, sotto il punto di vista di negozi e attività che propongono cose creative, che stimolano la fantasia, è veramente un deserto.  C’è una notevole differenza tra Milano e Roma.  Milano è già un po’ più viva, ma l’originalità, le ispirazioni che potresti trovare ad esempio a Buenos Aires, o a Parigi, proprio non ci sono!

 
Qual’è l’aspetto più difficile della gestione di uno spazio come il Vostro?  Senz’altro il mio carattere.  Io mi annoio facilmente e subito, quindi sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.  Questa è una cosa positiva perché trovi sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di unico nello spazio.  Ma personalmente è anche una cosa negative perché voglio sempre cambiare già da quando vedo le cose arrivare mi sembrano cose e concetti vecchi.  Ho la testa sempre orientata verso il futuro, ma al tempo stesso amo molto il passato.  Sono volubile e povera Paola mi deve subire!  Non è facile.

 
spiralDove trovate l’ispirazione per le vostre mostre, le vostre composizioni?  Dalla vita e i viaggi.  Insieme a Paola e suo compagno, Andrea, cerchiamo qualcosa di attuale, e un tema.  Ne parliamo molto per capire come presentarlo.  Spesso le idee vengono spontaneamente.  Una volta che troviamo un argomento, ad esempio, “Acqua”, contattiamo un’artista e proponiamo una collaborazione.  Comunichiamo il tema all’artista, e lasciamo la libera interpretazione del concetto a lei/lui.  Così loro creano una serie di oggetti che rappresentano la propria interpretazione del argomento.  Non imponiamo mai regole, né le nostre idee.  Quello che viene fuori è una programmazione di mostre uniche.  Ne abbiamo fatto ormai 20 mostre dall’inaugurazione.  La mia preferita era l’ultima, Oltre, con Silvia Zagni e delle sculture che ho fatto io che mi hanno portato molta soddisfazione.


Il progetto piú soddisfacente che avete realizzato?  Il mio è senz’altro il matrimonio a Capri della figlia di una nota famiglia nel ramo farmaceutico.  Era il massimo del romanticismo insieme al contemporaneo.  Ho seguito tutto l’allestimento, la scenografia, la scelta del luogo, tutto.  Per Paola, so che è una terrazza a Palazzo Farnese ed in genere tutti i giardini molto mediterranei ed assolati dove può usare tessiture argentee e leggere..


Perché i fiori?  I fiori e le piante ovviamente fanno parte integrale dei nostro passato, e rappresentano anche il mio lato romantico, la parte sognatrice che c’è nelle persone.  Però il fiore è un passaggio, e lo uso sempre di meno come protagonista nelle nostre mostre e installazioni.  Quando li uso, sia nel negozio, che nelle commissioni private però, preferisco usare solo piante del luogo, non di serra.  Uso piante mediterranee, quindi mai ad orchidee, anthurium, etc



 
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