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Il Romantico Incurabile
“La mia storia
è veramente romantica. Amo il
romanticismo, e credo che questo spazio sia veramente romantico,” dice Oscar
mentre inizia a raccontarmi di come sia arrivato dall’Argentina, come
insegnante di arte, per poi diventare, attraverso un viaggio in un piccolo
negozio di fiori, l’alta moda e il disegno di costumi, un talentuoso creatore
di composizioni floreali, con un negozio nel centro storico di Roma, a pochi
passi da Piazza Navona.
Oscar Aciar,
comproprietario de Il Giardino Segreto,
è un corpo instancabile la cui relazione con la creatività è meglio definibile
come ‘dipendenza’. Prima di trasferirsi in Italia dalla nativa Argentina,
insegnava arti manuali a studenti delle scuole medie. Avendo deciso di
sviluppare ulteriormente la propria creatività, si trasferì a Roma dove iniziò
un corso biennale di sartoria per l’alta moda alla Scuola di Ida Ferri. Per
pagarsi gli studi, iniziò a lavorare come fiorista, ma non tornò al mondo dei
fiori per molti anni a seguire. Dopo aver terminato il corso di studi, lavorò
per la RAI e quindi con uno dei tour operator più importanti d’Italia, Valtour.
Nel corso dei due anni trascorsi con Valtour lavorò come costumista per la
divisione Africa e viaggiò frequentemente tra l’Italia e l’Africa per aiutare
nella realizzazione degli spettacoli in scena nei villaggi.
Al rientro in
Italia, dopo una lunga permanenza in Africa, Oscar iniziò a soffrire di
depressione e si ritirò. Fu un libro sulle composizioni floreali, regalatogli
da un amico, che lo aiutò a riprendere i contatti con il mondo esterno e a
trovare la motivazione per combattere la depressione. Nel 1997, Oscar iniziò a
studiare l’arte delle composizioni floreali, studiando dapprima in Olanda e poi
in Belgio, in Germania e infine in Francia, a Parigi. In questo periodo,
divenne esperto nelle tecniche di questi quattro paesi. Al suo ritorno in
Italia, lavorò come freelance, guadagnando un gruppo di clienti di alto
profilo. Grazie al suo considerevole talento, gli venne offerto un posto come
Direttore Artistico delle Formiche Verdi,
negozio di fiori nel centro storico di Roma. Fu allora che incontrò la sua
attuale socia in affari, Paola Massardi, avvocato di diritto internazionale,
collezionista di arte contemporanea con
una grande passione per i giardini che ha frequentato corsi di paesaggismo in
Italia e all'estero.. Oscar accettò la proposta di Paola di aprire un’attività
commerciale che combinasse la loro comune passione per fiori e piante con la
loro altra passione per il design e l’arte contemporanea. In soli tre mesi,
svilupparono il concetto de Il Giardino
Segreto, lo realizzarono e lo inaugurarono.
Nonostante i
continui cambiamenti nel corso della vita di Oscar, il romanticismo è rimasto
il filo che intreccia la sua personalità, aggiungendo valore alle sue
professioni, che hanno sempre coinciso con le sue passioni. Paola, invece, ha
mantenuto in parallelo le sue passioni e la sua professione, così diverse tra
loro. Il Giardino Segreto è uno
spazio unico a Roma, che combina le passioni di Paola e Oscar. È un omaggio al romanticismo, ambientato in
uno spazio contemporaneo e che prende forma nelle mani esperte di artigiani, un
cenno al passato. Persino la stretta via
in uno dei quartieri più belli di Roma è una sovrapposizione di antico e
moderno. Al primo impatto, via di Panico è composto di soli Palazzi vecchi di
secoli la cui facciata esterna, in alcuni casi, nasconde incredibili giardini
nei cortili interni, scorci di un’altra epoca. Davanti a Il Giardino Segreto c’è un sushi bar, un negozio di Poggenpohl (cucine
ultramoderne), una galleria di arte moderne e altro. Anche con la sua grande
vetrina e la porta a vetro scorrevole senza montatura, il verde muschio del
spartano interno costituisce un impatto sottile, che rende Il Giardino Segreto quasi invisibile dall’altra marciapiede. Un vero segreto.
Lo spazio è
un’oasi di innovazione e uno stimolo visivo, un giardino segreto all’interno
della città. Un luogo in cui è possibile mettere da parte l’incredulità e i
preconcetti, per incontrare forme artistiche che mettono a prova la normalità
convenzionale. La sua ubicazione in un angolo della via è uno spazio spartano, con
poche mensole su cui si trovano pochi, unici, centri tavola creati su
commissione. Anche i pezzi più importanti del negozio sono pezzi unici,
sculture e strutture per esterni, o per interni, se preferite. Sebbene i centri
tavola su commissione siano pochissimi, l’impatto visivo è notevole. È
impossibile classificare i centri tavola creati su ordinazione, che non rimangono
mai nel negozio per più di tre mesi e non vengono mai prodotti una seconda
volta; non è possibile classificare neanche le sculture prodotte su
commissione, che spesso vengono vendute prima ancora che sia trascorsa una
settimana dall’inaugurazione della mostra che le presenta. All’interno de Il Giardino Segreto esporre meno
significa esporre tanto.
Il Giardino Segreto è il prodotto della visione di due persone che
non temono di realizzare i propri sogni e di permettere ad altri di condividerli.
Come per un essere vivente, lo spazio è in continua evoluzione, in continua
crescita, sempre alla ricerca del modo migliore per esprimere la creatività. È
veramente molto romantico, e porta il marchio della personalità di Oscar,
proprio come lo stesso aveva promesso all’inizio dell’intervista.
Il Giardino Segreto / Via di Panico 6 / 00186 Roma (Italy) / +39 06 6833683
La vostra filosofia di design:
Come vorreste che il vostro stile fosse descritto ad un potenziale
cliente? Ricerca. Siamo contemporanei. Non i canoni classici di design, né
strettamente funzionale. Presentiamo una
rottura con il passato. Accettiamo il
design ma non dev’essere per forza funzionale.
Da cosa nasce l’idea del Giardino Segreto? Racconta un po’ dello sviluppo dell’idea fino
alla realizzazione? L’idea era di
Paola, che è una collezionista di arte contemporanea. Io lavoravo come Direttore Creativo di un
negozio di fiori e piante di cui , lei era una cliente. Dopo aver seguito alcuni lavori per lei, mi
ha proposto di entrare in società con lei per creare uno spazio che darebbe
vita a questa nostra passione per design, fiori, il giardino, l’arte. Il nome nasce da una frase di Sant'Agostino
sulla pace interiore e sul Giardino Segreto che è la propria l’anima.
Lo spazio dove
ci troviamo non era il primo che avevamo visto.
Paola ha avuto l’idea di creare Il Giardino Segreto a gennaio, e
l’abbiamo inaugurato a Marzo. Nel
frattempo, vedevamo spazi che o per contratti complicati o altri motivi non
andavano bene. Ma perché gli impegni
economici erano già cominciati per l’avviamento dell’attività dovevamo aprire
lo spazio il più presto possible. Alla
fine abbiamo trovato questo, che era un antiquario chiuso da tempo , tutto
buio, come una fortezza. L’abbiamo
riportato solo alla struttura essenziale, e quasi così ci è rimasto. Abbiamo lavorato con architetti Alessandra
Manfredi e Laura Pistoia che ci hanno aiutato a realizzare la nostra
visione. E l’unico colore scelto è un
verde-grigio dovrebbe assomigliare al muschio ed all'acqua . L’inaugurazione era con quattro artisti, tra
i quali le mie composizioni floreali. Il
tema era Il Bosco Incantato, ed era
il massimo del romanticismo, un sentimento che sentivamo particolarmente forte
allora. La mostra riempiva lo spazio e
fuorusciva nella strada davanti all’ingresso in modo da coinvolgere non solo
che è venuto apposta, ma anche le persone di passaggio. Era un’inauguazione favolosa!
Come si distingue da altre attività? Il nostro concetto non è commerciale, anche
se in fondo siamo un negozio. È come una
scuola. La gente va via portando con sé
un nuovo concetto delle cose. Facciamo
solo ciò che ci appassiona in primo luogo, e pensare al guadagno è l’ultima
nella lista delle priorità. Ci
divertiamo molto, ma non diventeremo mai miliardari.
Paola ama il
giardino, e io l’arredamento. Il
Giardino Segreto è una ricerca dell’arredamento di interni e la creazione e
arredo dei giardini. Presso il nostro
spazio si trovano opere eseguite quasi esclusivamente da artigiani che si può
considerare arte contemporanea. La
nostra collezione è sempre in fase di evoluzione. Se guardi le foto dal primo anno, vedi la
differenza tra allora e adesso, cioè l’evoluzione.
Come scegliete gli artisti che esponete al Giardino Segreto? Usiamo solo artigianie artisti che lavorano in ferro, ceramica, acciaio,
legno, Plexiglas, e vetro. Li troviamo
tramite giornali specializzati di settore, o attraverso altre mostre. Sono italiani, ma anche stranieri. Facciamo serie, sempre ad edizione
limitata: Una volta che i pezzi sono
finiti, non li trovi più. Il criterio è
perfettamente diviso tra gusti personali/bellezza e notorietà
dell’artista. Cerchiamo artisti che
lavorano con materiali che interessano a noi, che sono in qualche modo
poetici. Una delle nostre preferite è
Silvia Zagni, una ceramicista bolognese che ha anche inaugurato Il Giardino Segreto, Antonino Sciortino,
un’artista siciliano che lavora il ferro cotto a mano, una tecnica degli anni
1920 ma con una lettura contemporanea.
Notate qualche tendenza nei gusti degli Italiani/Romani nell’arredo
delle loro case/i loro giardini? Come
sono cambiati da quando avete inaugurato lo spazio?
I gusti degli italiani, e i
romani, in particolare, spesso dei gusti classici, stanno cambiando per il
meglio. Già lo vedo nei tre anni che stiamo
qui—si stanno aprendo molto a cose che prima non avrebbero considerato, ad
esempio l’abbinamento di più stili in una casa come il moderno insieme
all’antiquariato. Questo lo vedo in
quanto accettano ciecamente ciò che propongo.
Si lasciano influenzare. La gente
che ci conosce passa perché hanno visto una cosa particolare, ma sanno che
devono comprare quando lo vedono. Non
non teniamo niente più di tre mesi qui.
Nonostante la sua storia
artistica e creativa, l’Italia, sotto il punto di vista di negozi e attività
che propongono cose creative, che stimolano la fantasia, è veramente un
deserto. C’è una notevole differenza tra
Milano e Roma. Milano è già un po’ più
viva, ma l’originalità, le ispirazioni che potresti trovare ad esempio a Buenos
Aires, o a Parigi, proprio non ci sono!
Qual’è l’aspetto più difficile della gestione di uno spazio come il
Vostro? Senz’altro il mio
carattere. Io mi annoio facilmente e
subito, quindi sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Questa è una cosa positiva perché trovi
sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di unico nello spazio. Ma personalmente è anche una cosa negative
perché voglio sempre cambiare già da quando vedo le cose arrivare mi sembrano
cose e concetti vecchi. Ho la testa
sempre orientata verso il futuro, ma al tempo stesso amo molto il passato. Sono volubile e povera Paola mi deve
subire! Non è facile.
Dove trovate l’ispirazione per le vostre mostre, le vostre
composizioni? Dalla vita e i
viaggi. Insieme a Paola e suo compagno,
Andrea, cerchiamo qualcosa di attuale, e un tema. Ne parliamo molto per capire come
presentarlo. Spesso le idee vengono
spontaneamente. Una volta che troviamo
un argomento, ad esempio, “Acqua”, contattiamo un’artista e proponiamo una
collaborazione. Comunichiamo il tema
all’artista, e lasciamo la libera interpretazione del concetto a lei/lui. Così loro creano una serie di oggetti che
rappresentano la propria interpretazione del argomento. Non imponiamo mai regole, né le nostre idee. Quello che viene fuori è una programmazione
di mostre uniche. Ne abbiamo fatto ormai
20 mostre dall’inaugurazione. La mia
preferita era l’ultima, Oltre, con
Silvia Zagni e delle sculture che ho fatto io che mi hanno portato molta
soddisfazione.
Il progetto piú soddisfacente che avete realizzato? Il mio è senz’altro il matrimonio a Capri
della figlia di una nota famiglia nel ramo farmaceutico. Era il massimo del romanticismo insieme al
contemporaneo. Ho seguito tutto l’allestimento,
la scenografia, la scelta del luogo, tutto.
Per Paola, so che è una terrazza a Palazzo Farnese ed in genere tutti i
giardini molto mediterranei ed assolati dove può usare tessiture argentee e
leggere..
Perché i fiori? I fiori e le
piante ovviamente fanno parte integrale dei nostro passato, e rappresentano anche
il mio lato romantico, la parte sognatrice che c’è nelle persone. Però il fiore è un passaggio, e lo uso sempre
di meno come protagonista nelle nostre mostre e installazioni. Quando li uso, sia nel negozio, che nelle
commissioni private però, preferisco usare solo piante del luogo, non di
serra. Uso piante mediterranee, quindi
mai ad orchidee, anthurium, etc
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